Google Play apre agli store alternativi: cosa cambia e quali rischi ci sono
Dopo l'accordo con Epic Games, Google ha riscritto le regole del Play Store: nuovo sistema di commissioni, pagamenti alternativi consentiti e un programma per integrare gli store di terze parti direttamente in Android. In questa guida spiego cosa cambia davvero, quali store alternativi esistono già oggi e quali rischi vale la pena conoscere prima di provarli.
In breve
Dal 30 giugno 2026 Google ha avviato il nuovo modello nell'Area Economica Europea (EEA), nel Regno Unito e negli Stati Uniti, con programmi e condizioni che possono differire in base alla regione e al tipo di pagamento utilizzato. In parallelo nasce il programma "Registered App Stores" per integrare meglio gli store di terze parti in Android — ma non è ancora l'apertura totale che sembra: il lancio è annunciato ma non ancora operativo ovunque, e negli Stati Uniti resta subordinato a un'approvazione giudiziaria.
- Fonti primarie consultate: annuncio Android Developers Blog del 5 marzo 2026 (accordo Epic Games) e aggiornamento del 24 giugno 2026 sulla struttura commissioni definitiva, oltre alla tabella ufficiale aggiornata su Play Console Help.
- Fonte secondaria consultata: SmartWorld, per la ricostruzione del calendario di rollout regione per regione.
- Le percentuali di commissione riportate in questo articolo sono quelle pubblicate direttamente da Google nella documentazione ufficiale aggiornata per sviluppatori, non stime di terze parti.
- Non ho testato personalmente ogni store alternativo elencato: le informazioni su funzionalità e disponibilità derivano dalle pagine ufficiali di ciascun servizio, non da un'installazione diretta sul mio dispositivo.
- Ultima verifica dell'articolo: 15 luglio 2026.
- Trasparenza: questo articolo è informativo. Eventuali consigli o link commerciali saranno sempre indicati in modo trasparente.
È lo stesso tema che ho toccato parlando di verifica sviluppatori e sideloading, ma da un angolo diverso: lì si parlava di sicurezza e identità, qui si parla di soldi, scelta e concorrenza. Questa guida si concentra su cosa significa concretamente per chi vuole pagare meno, provare app fuori dal Play Store, o semplicemente capire se conviene guardare altrove — senza dare per scontato che "più libertà" equivalga automaticamente a "più conveniente" o "più sicuro".
- Cosa c'è dietro l'accordo con Epic Games
- Il nuovo modello di commissioni, nel dettaglio
- Registered App Stores: cosa cambia davvero
- Gli store alternativi già disponibili oggi
- Sicurezza: cosa cambia rispetto al Play Store
- Il calendario completo per regione
- Cosa significa per un utente italiano
- Cosa sappiamo e cosa resta da vedere
- Domande frequenti
Cosa c'è dietro l'accordo con Epic Games
Per capire perché Google ha cambiato così tanto, bisogna partire dalla causa legale in corso dal 2020: Epic Games (l'azienda dietro Fortnite) ha fatto causa a Google sostenendo che il controllo del Play Store su Android, unito all'obbligo di usare il sistema di pagamento Google per gli acquisti in-app, danneggiasse sviluppatori e utenti. Nel 2023 una giuria americana ha dato ragione a Epic Games, aprendo un lungo confronto su come applicare concretamente la sentenza.
Il 5 marzo 2026 Google e Epic Games hanno annunciato di aver risolto le loro controversie legali a livello globale. L'accordo si traduce in tre cambiamenti concreti: più libertà nei pagamenti, un nuovo modello di commissioni e un programma dedicato agli store di terze parti.
Il nuovo modello di commissioni, nel dettaglio
Fino a poco tempo fa, chi vendeva un'app o un abbonamento su Google Play doveva usare il sistema di fatturazione di Google e pagare una commissione unica, fino al 30% sul fatturato. Il nuovo modello separa due voci che prima erano un unico numero: la commissione di servizio (per l'accesso alla piattaforma Android e Play) e la fee di fatturazione (solo se si usa il sistema di pagamento Google).
Questa parte è per chi vuole capire i numeri esatti. Se ti interessa solo sapere cosa cambia in pratica, puoi saltarla e andare alla sezione sugli store alternativi più sotto.
A qualsiasi di queste voci si può sommare il 5% di fee di fatturazione, solo se lo sviluppatore usa Google Play Billing. Per un utente comune, questi numeri non compaiono direttamente in fattura, ma influenzano indirettamente i prezzi nel tempo, dato che sviluppatori con margini più ampi hanno meno pressione a scaricare i costi sul prezzo finale — senza però che questo si traduca automaticamente in prezzi più bassi.
Registered App Stores: cosa cambia davvero
Il pezzo più interessante per chi usa già (o vuole iniziare a usare) store alternativi è il programma "Registered App Stores". Oggi, installare uno store di terze parti su Android richiede il sideloading manuale: scaricare un file APK da un sito, attivare i permessi necessari, accettare avvisi di sicurezza. Il nuovo programma introduce una procedura di installazione più semplice per gli store che rispettano requisiti di qualità e sicurezza definiti da Google.
Google non sta obbligando nessuno store ad aderire, e chi non lo fa continuerà a funzionare esattamente come oggi, tramite sideloading manuale. Chi aderisce ottiene un canale più integrato nel sistema operativo, ma deve accettare regole di qualità e sicurezza fissate da Google — non è un'apertura senza condizioni, è una via preferenziale per chi soddisfa determinati criteri, non ancora resi pubblici nel dettaglio.
Un dettaglio importante da tenere separato dal resto: il nuovo sistema di commissioni e pagamenti alternativi è confermato per gli Stati Uniti dal 30 giugno 2026, ma il programma Registered App Stores in sé è annunciato — non ancora operativo ovunque — e partirà fuori dagli Stati Uniti, arrivando lì solo in un secondo momento, subordinato a un'approvazione in sede giudiziaria. Sono due percorsi distinti, anche se nascono dallo stesso accordo. Il lancio del programma è previsto insieme a una versione principale di Android entro la fine dell'anno.
Gli store alternativi già disponibili oggi
Indipendentemente da quando arriverà il programma Registered App Stores, oggi esistono già store alternativi al Play Store, ma non funzionano tutti allo stesso modo — alcuni sono preinstallati, altri richiedono sideloading dal sito ufficiale.
Nota: Amazon Appstore, storicamente citato tra le alternative, ha interrotto il supporto per gli smartphone Android standard dal 20 agosto 2025 — lo conferma lo stesso Amazon nel proprio blog per sviluppatori. Resta disponibile solo sui dispositivi Fire TV e Fire Tablet, quindi non è più un'opzione praticabile su un normale telefono Android.
Sicurezza: cosa cambia rispetto al Play Store
Più scelta non significa automaticamente più rischio, ma vale la pena essere chiari su un punto: il Play Store applica controlli automatici, procedure di revisione e il monitoraggio continuo di Google Play Protect, che scansiona periodicamente anche le app installate da fonti esterne. Gli store alternativi hanno livelli di controllo molto diversi tra loro — F-Droid, ad esempio, compila le app dal codice sorgente pubblico con un processo di verifica strutturato; altri cataloghi si basano più sulla segnalazione della community che su una revisione preventiva sistematica.
Ho già raccontato cosa può succedere quando questo equilibrio salta: Rokarolla, un trojan bancario documentato da Zimperium, si diffondeva proprio fingendosi Google Play Protect su siti esterni al Play Store. Non è un motivo per evitare ogni store alternativo — molti hanno una reputazione solida da anni — ma è un motivo per applicare lo stesso principio ovunque: verifica sempre la fonte prima di installare qualcosa, indipendentemente da quanto sembri ufficiale.
Un punto a favore del nuovo programma: proprio perché i Registered App Stores dovranno rispettare requisiti di sicurezza fissati da Google per ottenere l'installazione semplificata, in teoria dovrebbe crearsi una distinzione più netta tra store verificati e store che restano solo sideloading manuale — utile per chi oggi fatica a orientarsi tra le decine di alternative disponibili.
Il calendario completo per regione
Calendario secondo l'annuncio ufficiale Google. Il programma Registered App Stores segue un percorso separato, non ancora datato con precisione per gli Stati Uniti.
Cosa significa per un utente italiano
L'Italia rientra nell'Area Economica Europea (EEA), quindi il nuovo sistema di commissioni e la possibilità per gli sviluppatori di offrire pagamenti alternativi sono già entrati in vigore dal 30 giugno 2026. Nella pratica quotidiana, per chi usa il Play Store normalmente, non cambia nulla di visibile subito: le app continuano a scaricarsi allo stesso modo. Il cambiamento più concreto arriverà quando gli sviluppatori inizieranno a offrire prezzi o metodi di pagamento diversi rispetto a quelli gestiti da Google — a quel punto conviene prestare attenzione a chi gestisce effettivamente il pagamento prima di inserire i dati della carta.
Per chi in Italia usa già uno smartphone Samsung, il Galaxy Store resta l'alternativa più semplice, essendo già preinstallata. Per chi vuole un'alternativa più orientata al software open source, F-Droid resta una scelta consolidata nella community — con la precisazione, corretta sopra, che non tutte le app del catalogo sono prive di pubblicità o tracciamento, solo che questo viene dichiarato in modo trasparente.
Cosa sappiamo e cosa resta da vedere
- Android Developers Blog — annuncio originale dell'accordo con Epic Games, marzo 2026
- Android Developers Blog — struttura definitiva delle commissioni, giugno 2026
- Play Console Help — tabella ufficiale aggiornata delle nuove commissioni Google Play
Domande frequenti
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E tu: accetteresti di installare uno store alternativo per pagare meno le app, oppure per sicurezza resteresti su Google Play? Scrivilo nei commenti e segui ScelgoIo: controlleremo quali store aderiranno al nuovo programma e quali saranno davvero affidabili.
Autore: Rocco Caiazza – Fondatore di ScelgoIo