Netflix rimborso 2026: come richiederlo subito
GUIDA — 6 Aprile 2026
Netflix rimborso 2026 — il Tribunale di Roma ha dichiarato illegittimi gli aumenti degli abbonamenti dal 2017 al 2024. Puoi richiedere fino a 500 euro. Anche se hai già disdetto. Ecco come fare adesso.
Netflix rimborso 2026: guida pratica completa per richiedere il rimborso dopo la sentenza del Tribunale di Roma — chi ha diritto, quanto spetta, come fare e cosa succede se Netflix non paga.
Se hai avuto Netflix tra il 2017 e il 2024 — anche se hai già disdetto — potresti avere diritto fino a 500 euro. Non è un'opinione: è una sentenza del tribunale.
Mandala a chi ha Netflix. Davvero.
In breve: Il 1° aprile 2026 il Tribunale di Roma (sentenza n. 4993) ha dichiarato illegittime le clausole che hanno permesso a Netflix Italia di aumentare unilateralmente i prezzi degli abbonamenti tra il 2017 e gennaio 2024. Gli aumenti sono stati dichiarati nulli. Il risultato: milioni di abbonati italiani — sia attuali che ex — hanno diritto al rimborso delle somme pagate in eccesso. Per chi era abbonato al piano Premium dal 2017, il rimborso può arrivare fino a 500 euro. Per il piano Standard fino a 250 euro. Netflix ha annunciato ricorso ma la sentenza è già esecutiva. In questa guida ti spieghiamo esattamente chi ha diritto al rimborso, quanto spetta, e le due strade per ottenerlo adesso.
⚠️ Nota importante: Netflix ha 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza per comunicare il rimborso a tutti i clienti coinvolti. Se non lo fa, scatta una penalità di 700 euro al giorno. Nel frattempo puoi già agire tu — e in questa guida ti diciamo come.
Le informazioni riportate derivano da fonti giornalistiche e comunicazioni ufficiali disponibili al momento della pubblicazione (6 aprile 2026). La situazione è in evoluzione e potrebbe subire aggiornamenti in base all’esito del ricorso annunciato da Netflix.
Chi ha diritto al rimborso Netflix?
Tutti gli abbonati — attuali o ex — che hanno pagato un abbonamento Netflix tra il 2017 e gennaio 2024 e hanno subito almeno uno dei quattro aumenti di prezzo applicati in quel periodo. Il diritto al rimborso segue il contratto, non la permanenza attuale sulla piattaforma: anche chi ha disdetto anni fa può richiedere i soldi.
Sono esclusi solo i clienti che hanno sottoscritto un nuovo abbonamento dopo gennaio 2024 senza aver mai avuto un contratto precedente — quei contratti includono già la clausola di variazione prezzo richiesta dalla legge.
Quante volte hai visto arrivare la mail di Netflix che ti avvisava dell'aumento e hai pensato "vabbè, che ci posso fare"? La risposta, a quanto pare, era: puoi fare causa. E qualcuno l'ha fatta al posto tuo — e ha vinto.
✍️ Rocco Caiazza — Fondatore di ScelgoIo | 6 aprile 2026
Il primo aprile 2026 — giorno di scherzi, ma questa non lo è — il Tribunale di Roma ha emesso una sentenza che riguarda milioni di italiani. Movimento Consumatori, l'associazione che aveva promosso l'azione collettiva contro Netflix Italia, ha vinto. Il giudice ha dichiarato nulle le clausole contrattuali che hanno permesso a Netflix di aumentare i prezzi degli abbonamenti quattro volte in sette anni — nel 2017, 2019, 2021 e novembre 2024 — senza indicare nel contratto un giustificato motivo, come invece previsto dal Codice del Consumo italiano.
La conseguenza è concreta: ogni abbonato che ha pagato quegli aumenti ha diritto a riavere i soldi. La sentenza copre i piani Base, Standard (con e senza pubblicità) e Premium. Copre chi è ancora abbonato oggi e chi ha disdetto anni fa. La cifra massima stimata per chi era abbonato Premium dal 2017 è di circa 500 euro. Non è un rimborso automatico — almeno per adesso — e non è immediato. Ma è un diritto reale, riconosciuto da un tribunale italiano, e in questa guida ti spieghiamo passo per passo come esercitarlo.
Questo tipo di situazioni contrattuali — modifiche unilaterali, diritti del consumatore, comunicazioni obbligatorie — sono le stesse che gestisco ogni giorno nel mio lavoro nella GDO, dove il rispetto delle condizioni verso il cliente è centrale. Qui però siamo davanti a qualcosa di molto più grande: milioni di utenti coinvolti e una sentenza che può cambiare concretamente il rapporto tra piattaforme digitali e consumatori in Italia.
La società ha dichiarato: "Presenteremo ricorso contro la decisione. Crediamo che le nostre condizioni siano sempre state in linea con la normativa e le prassi italiane."
Questo non sospende automaticamente gli effetti della sentenza — che resta esecutiva — ma significa che la vicenda non è ancora conclusa. Il percorso verso il rimborso potrebbe richiedere tempo. Proprio per questo, muoversi subito è la scelta più intelligente.
→ Cosa ha stabilito il Tribunale di Roma — spiegato senza tecnicismi
→ Netflix rimborso 2026: chi ha diritto e quanto spetta
→ Strada 1 — Richiesta individuale a Netflix (la più rapida)
→ Strada 2 — Class action con Movimento Consumatori
→ Netflix rimborso 2026: cosa fare subito (checklist pratica)
→ Cosa succede se Netflix non paga
Cosa ha stabilito il Tribunale di Roma — spiegato senza legale
La storia inizia nel 2017. Netflix Italia, come molte piattaforme di streaming, ha iniziato ad aumentare i prezzi degli abbonamenti in modo periodico. In sette anni ha applicato quattro aumenti: nel 2017, nel 2019, nel 2021 e di nuovo nel novembre 2024. Ogni volta arrivava una mail che ti informava dell'aumento con qualche settimana di preavviso. Nessuna spiegazione su perché i prezzi cambiavano. Nessun giustificato motivo nel contratto. Solo: "da tale data pagherai di più".
Il problema è che il Codice del Consumo italiano — il D.Lgs. 206/2005 — prevede che nei contratti a tempo indeterminato con consumatori (come gli abbonamenti ricorrenti), il fornitore può modificare le condizioni economiche solo se il contratto prevede un giustificato motivo per farlo, e deve comunicarlo con congruo preavviso. Netflix non aveva inserito questa clausola nei contratti stipulati prima di gennaio 2024. L'ha aggiunta solo dopo — probabilmente proprio per mettersi al riparo da futuri contenziosi.
Movimento Consumatori ha portato questa contestazione davanti al Tribunale di Roma, sezione sedicesima civile. Il giudice ha dichiarato nulle le clausole 3.5 e 6.4 (divenuta 6.5 da gennaio 2024) delle Condizioni di Utilizzo del Servizio Netflix — quelle che permettevano le modifiche unilaterali dei prezzi. Nulle, non solo illegittime. Questo significa che quegli aumenti, dal punto di vista giuridico, non avrebbero mai dovuto essere applicati.
Cosa ha imposto il tribunale a Netflix
La sentenza non si è limitata a dichiarare la nullità degli aumenti. Ha anche imposto una serie di obblighi a Netflix Italia con tempi precisi:
Entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza, Netflix deve informare tutti i clienti coinvolti — sia quelli attuali che gli ex abbonati — del loro diritto al rimborso. La comunicazione deve avvenire via email per tutti, e via raccomandata per chi ha già disdetto e potrebbe avere un indirizzo email non più attivo.
Per almeno sei mesi, Netflix deve pubblicare il contenuto della sentenza sul proprio sito web, tramite un banner pop-up visibile sulla homepage di dimensioni appropriate. Deve inoltre pubblicare la sentenza due volte su quotidiani di rilevanza nazionale (il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore sono stati indicati).
Se non rispetta questi obblighi, scatta automaticamente una penalità di 700 euro al giorno per ogni giorno di ritardo. È un incentivo economico molto concreto a rispettare la sentenza.
📌 Questa vicenda riguarda lo stesso tipo di diritti che trattiamo nel cluster privacy di ScelgoIo. Se vuoi capire come esercitare i tuoi diritti digitali anche in altri contesti — dal GDPR ai dati personali — leggi la guida completa sui tuoi diritti digitali →
Chi ha diritto al rimborso e quanto spetta
Prima di agire, la cosa più importante è capire se rientri tra i beneficiari e fare un calcolo orientativo di quello che potresti ricevere.
Chi ha diritto al rimborso
Hai diritto al rimborso se hai avuto un abbonamento Netflix Italia attivo in qualsiasi momento tra il 2017 e gennaio 2024, e hai subito almeno uno degli aumenti di prezzo applicati in quel periodo. Questo include:
Chi è ancora abbonato oggi con un piano che risale a prima del 2024. Chi ha disdetto l'abbonamento in qualsiasi momento dopo il 2017. Chi ha cambiato piano durante quel periodo — il diritto si calcola proporzionalmente al piano che avevi al momento di ciascun aumento. Chi pagava tramite carta di credito, PayPal, o qualsiasi altro metodo direttamente con Netflix Italia.
Potresti non avere diritto al rimborso se hai sottoscritto un abbonamento Netflix per la prima volta dopo gennaio 2024 senza mai aver avuto un contratto precedente — quei contratti includono già la clausola legale di variazione prezzo. Oppure se pagavi Netflix tramite un operatore telefonico (TIM, Vodafone, ecc.) — in quel caso il contratto è con l'operatore, non direttamente con Netflix Italia, e la situazione è più complessa da valutare.
✅ Hai quasi certamente diritto al rimborso se:
- Eri abbonato Netflix direttamente (non tramite operatore telefonico) prima del 2024
- Hai ricevuto almeno una mail di aumento prezzi da Netflix tra il 2017 e il 2024
- Hai disdetto l'abbonamento dopo aver subito uno o più aumenti
- Sei ancora abbonato con un piano attivo da prima del 2024
❌ Potresti non avere diritto se:
- Ti sei abbonato per la prima volta dopo gennaio 2024
- Pagavi Netflix tramite abbonamento con operatore telefonico (TIM Vision, Vodafone TV, ecc.)
- Non hai mai ricevuto una comunicazione di aumento prezzo da Netflix
- Hai usato solo periodi di prova gratuiti senza abbonamento a pagamento
Quanto spetta — i calcoli orientativi
I calcoli dipendono da quando hai iniziato l'abbonamento e quale piano avevi. Movimento Consumatori e i legali coinvolti nella causa hanno fornito queste stime orientative:
Piano Premium, abbonato dal 2017: rimborso stimato fino a circa 500 euro. Questo è il caso di chi ha subito tutti e quattro gli aumenti applicati al piano più costoso nell'arco di sette anni.
Piano Standard, abbonato dal 2017: rimborso stimato di circa 250 euro.
Chi si è abbonato dopo il 2017: il rimborso è proporzionale al periodo e agli aumenti subiti. Anche chi si è abbonato nel 2021 e ha subito solo l'aumento del 2021 e quello del novembre 2024 ha diritto alla restituzione di quelle differenze di prezzo.
Piano Base: l'importo è inferiore ma il diritto esiste comunque — proporzionale agli aumenti subiti su quel piano.
Non è possibile darlo esatto senza conoscere la tua storia contrattuale. Il modo più accurato è recuperare lo storico dei pagamenti Netflix — disponibile nelle impostazioni del tuo account nella sezione "Abbonamento" → "Storico pagamenti" — e confrontare i prezzi pagati anno per anno con quelli che avresti dovuto pagare senza gli aumenti illegittimi. In alternativa, compilando il modulo di Movimento Consumatori (che spieghiamo nella sezione 4), l'associazione farà il calcolo per te.
Strada 1 — Richiesta individuale a Netflix (la più rapida)
Hai due strade per richiedere il rimborso. La prima è diretta: scrivi tu a Netflix, citando la sentenza, e chiedi il rimborso senza passare da associazioni. È la strada più rapida e non richiede nessuna iscrizione a nessun servizio.
Come funziona
Prepari una comunicazione formale in cui dichiari di essere stato abbonato nel periodo coinvolto, citi la sentenza del Tribunale di Roma (n. 4993 del 1° aprile 2026), e chiedi il rimborso delle somme pagate in eccesso entro 15 giorni dal ricevimento. Netflix non è obbligata per legge a rispondere immediatamente — ma la pressione di una richiesta formale, in un momento in cui la sentenza è pubblica e ampiamente coperta dai media, ha un peso.
Dove mandare la richiesta
Hai due canali ufficiali:
Raccomandata A/R alla sede legale italiana di Netflix:
Netflix Italia S.r.l. — Via Boncompagni 8-10, 00187 Roma
PEC all'indirizzo: netflixitaliasrl@legalmail.it
La PEC è il canale più comodo e ha valore legale equivalente alla raccomandata. Se non hai una PEC personale, puoi attivarne una gratuitamente o a costo minimo tramite servizi come Aruba o Namirial — oppure usare la raccomandata tradizionale.
Cosa scrivere nella richiesta
Non serve un linguaggio legale elaborato. Il testo base, elaborato da La Legge Per Tutti sulla base della sentenza, è questo — adattalo con i tuoi dati:
📧 TESTO RICHIESTA RIMBORSO NETFLIX — adatta con i tuoi dati
Oggetto: Richiesta di rimborso ai sensi della sentenza Tribunale di Roma n. 4993/2026Spett.le Netflix Italia S.r.l.,
Il/La sottoscritto/a [NOME COGNOME], nato/a a [CITTÀ] il [DATA DI NASCITA], residente in [INDIRIZZO], titolare dell'account Netflix associato all'indirizzo email [TUA EMAIL NETFLIX],
PREMESSO CHE
— Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 4993 del 1° aprile 2026, ha dichiarato la nullità delle clausole contrattuali che hanno consentito a Netflix Italia S.r.l. di modificare unilateralmente i prezzi degli abbonamenti nel periodo 2017-2024, accertando la violazione del Codice del Consumo;
— In forza di tale sentenza, ciascun abbonato ha diritto alla restituzione delle somme indebitamente corrisposte a titolo di aumenti tariffari;
— Il/La sottoscritto/a era abbonato/a al piano [BASE/STANDARD/PREMIUM] a partire dal [MESE/ANNO] fino al [MESE/ANNO oppure "ad oggi"];
CHIEDE
Il rimborso di tutte le somme indebitamente corrisposte in eccesso rispetto al prezzo originario dell'abbonamento, oltre interessi e accessori di legge.
Si invita la società a provvedere entro 15 giorni dal ricevimento della presente, riservandosi in caso contrario di aderire all'azione collettiva promossa da Movimento Consumatori.
Distinti saluti,
[NOME COGNOME]
[DATA]
[FIRMA]
→ Screenshot dello storico pagamenti del tuo account Netflix
→ Email di notifica degli aumenti ricevute da Netflix nel tempo (cercale nella tua casella email con "Netflix" come mittente)
→ Screenshot della data di attivazione del tuo abbonamento (visibile nelle impostazioni account)
Se non hai questi documenti, la richiesta è valida comunque — ma avere le prove accelera il processo.
Strada 2 — Class action con Movimento Consumatori
La seconda strada è aderire alla raccolta di adesioni avviata da Movimento Consumatori per una class action collettiva, nel caso in cui Netflix non rimborsi spontaneamente tutti i clienti coinvolti.
Come funziona la class action
Movimento Consumatori ha già pubblicato un modulo online sul proprio sito (movimentoconsumatori.it) per raccogliere le adesioni. Compilandolo, fornisci i dati del tuo abbonamento — data di attivazione, piano sottoscritto, eventuale disdetta — che permettono di calcolare il tuo rimborso specifico. L'associazione poi aggrega tutte le adesioni e, se Netflix non rimborsa spontaneamente, avvia un'azione legale collettiva per conto di tutti gli aderenti.
Vantaggi e svantaggi rispetto alla richiesta individuale
Il vantaggio principale della class action è che non devi fare niente di complicato da solo — l'associazione gestisce il processo legale. Lo svantaggio è che i tempi sono più lunghi: un'azione collettiva richiede mesi, se non anni, per arrivare a conclusione. Se Netflix decide di resistere in ogni grado di giudizio, i rimborsi potrebbero arrivare molto in ritardo.
Il consiglio dei legali coinvolti nella causa è di fare entrambe le cose: mandare la richiesta individuale a Netflix adesso (per creare un precedente formale con data certa) e contestualmente compilare il modulo di Movimento Consumatori per non perdere la possibilità di aderire alla class action se quella individuale non porta a niente.
✅ Richiesta individuale — pro e contro
- Pro: puoi inviarla adesso, è immediata, crea un precedente formale
- Pro: se Netflix paga spontaneamente, ottieni il rimborso più rapidamente
- Contro: se Netflix rifiuta, devi agire da solo o passare alla class action
- Costo: solo il costo della raccomandata o della PEC
✅ Class action Movimento Consumatori — pro e contro
- Pro: non devi fare niente di complicato da solo
- Pro: maggiore forza negoziale collettiva
- Contro: tempi più lunghi — mesi o anni se Netflix resiste
- Costo: potenzialmente gratuito o con contributo minimo all'associazione
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Cosa fare adesso — checklist pratica in 5 minuti
Non rimandare. Netflix ha 90 giorni per comunicare il rimborso — ma aspettare passivamente non è la strategia migliore. Ecco cosa fare adesso, nell'ordine giusto.
Passo 1 — Verifica che tu rientri nei beneficiari (2 minuti)
Accedi al tuo account Netflix (o al vecchio account se hai disdetto — puoi riattivarlo temporaneamente per accedere alle informazioni). Vai in Account → Abbonamento → Storico pagamenti. Se vedi pagamenti risalenti al periodo 2017-2024 con prezzi che sono aumentati nel tempo, sei tra i beneficiari.
Se hai già disdetto e non ricordi la password, usa la funzione "password dimenticata" con la vecchia email — Netflix conserva i dati degli account per un certo periodo dopo la disdetta.
Passo 2 — Fai uno screenshot dello storico pagamenti (1 minuto)
Prima di fare qualsiasi altra cosa, fai uno screenshot o un export dello storico pagamenti. È la prova principale del tuo diritto al rimborso. Salvala in un posto sicuro.
Passo 3 — Cerca le email di aumento prezzo (2 minuti)
Apri la tua casella email e cerca messaggi con mittente Netflix che contengono parole come "aumento", "modifica prezzo", "nuovo prezzo". Queste email sono la documentazione degli aumenti subiti. Salvale o archiviale in una cartella dedicata.
Passo 4 — Invia la richiesta individuale a Netflix
Usa il testo che ti abbiamo fornito nella sezione 3, adattalo con i tuoi dati, e invialo via PEC a netflixitaliasrl@legalmail.it oppure via raccomandata A/R a Netflix Italia, Via Boncompagni 8-10, Roma. La PEC è più comoda e ha lo stesso valore legale.
Passo 5 — Compila il modulo di Movimento Consumatori
Vai su movimentoconsumatori.it, cerca la sezione dedicata alla class action Netflix e compila il modulo online. Richiede pochi minuti e le stesse informazioni del tuo account. Non disdire l'adesione alla class action anche se hai già inviato la richiesta individuale — le due azioni non si escludono a vicenda.
Salva la conferma di invio della PEC o il numero di raccomandata. Annota la data di invio. Se Netflix risponde — positivamente o negativamente — conserva anche quella risposta. Se in futuro dovessi partecipare a un'azione legale collettiva, avere la documentazione di aver già agito individualmente rafforza la tua posizione.
Cosa succede se Netflix non paga
Netflix ha già annunciato ricorso contro la sentenza. Questo non sospende automaticamente gli obblighi imposti — la decisione è già esecutiva — ma significa che il percorso legale non è ancora concluso. Vediamo cosa può succedere nei diversi scenari.
Scenario 1 — Netflix rimborsa spontaneamente
È lo scenario più favorevole per i consumatori — e probabilmente anche quello più sostenibile per Netflix dal punto di vista reputazionale. In questo caso, il rimborso potrebbe arrivare sotto forma di credito sull’account oppure come restituzione sul metodo di pagamento utilizzato. I tempi sarebbero coerenti con quanto stabilito dalla sentenza: entro 90 giorni la società dovrebbe comunicare modalità e tempistiche.
Scenario 2 — Netflix informa ma non rimborsa automaticamente
La sentenza non impone un rimborso automatico, ma obbliga Netflix a informare i clienti e a rendere disponibile una procedura per richiederlo. Questo significa che molti utenti potrebbero dover agire in prima persona. In questo scenario, aver già inviato una richiesta formale rappresenta un vantaggio concreto: hai già fissato una data e formalizzato il tuo diritto.
Scenario 3 — Netflix non interviene e attende il ricorso
Se Netflix decidesse di non attivarsi nell’immediato, entrerebbe in gioco la penalità prevista: 700 euro al giorno per ogni giorno di ritardo nella comunicazione. Nel frattempo, Movimento Consumatori potrebbe procedere con un’azione collettiva. I tempi si allungherebbero sensibilmente — si parla di mesi o anni — ma il diritto resterebbe valido fino a una decisione diversa in appello.
Scenario 4 — Netflix vince in appello
È uno scenario possibile. Netflix ha già dichiarato l’intenzione di impugnare la sentenza e potrebbe chiedere una sospensiva. Se il giudizio di secondo grado dovesse ribaltare la decisione, i rimborsi potrebbero non essere riconosciuti. È il principale elemento di incertezza da considerare.
Il rimborso non è garantito e non sarà immediato. Netflix ha già annunciato ricorso e potrebbe chiedere la sospensione degli effetti della sentenza. Chi si aspetta un accredito rapido rischia di rimanere deluso.
Questo però non cambia il punto centrale: oggi esiste un diritto riconosciuto da un tribunale. Agire subito — in modo corretto e documentato — resta la scelta più razionale.
✔️ Cosa gioca a favore del rimborso
- Sentenza già esecutiva — Netflix deve agire entro 90 giorni o paga 700€/giorno di penalità
- Platea enorme — milioni di italiani coinvolti, una class action sarebbe enormemente costosa per Netflix
- Precedente chiaro — il Codice del Consumo è stato violato in modo documentato
- Pressione reputazionale — la notizia è su tutti i media italiani, Netflix ha interesse a chiudere presto
❌ Cosa gioca contro il rimborso rapido
- Netflix ha già annunciato ricorso — l'iter legale potrebbe durare anni
- Possibile sospensiva in appello — potrebbe bloccare temporaneamente gli effetti della sentenza
- Non è un rimborso automatico — devi attivarti tu, non arriva da solo
- Tempi incerti — nessuno sa quando e quanto arriverà concretamente
Questa guida fa parte del cluster diritti digitali e privacy di ScelgoIo — scritto senza sponsorizzazioni, senza servizi da promuovere, senza affiliazioni.
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Domande frequenti
Anche chi ha già disdetto Netflix può chiedere il rimborso?
Sì. La sentenza riguarda tutti gli abbonati che hanno subito gli aumenti illegittimi nel periodo 2017-2024, indipendentemente dal fatto che siano ancora abbonati oggi. Il diritto al rimborso segue il contratto, non la permanenza attuale sulla piattaforma. Netflix è obbligata a contattare anche gli ex abbonati — via email o raccomandata — per comunicare loro il diritto al rimborso.
Quanto tempo ho per richiedere il rimborso?
La sentenza non fissa un termine perentorio per la richiesta individuale dei consumatori. Tuttavia agire prima conviene per due ragioni: crei un precedente formale con data certa, e dimostri di aver agito in modo diligente nel caso di un futuro procedimento. Non aspettare che sia Netflix a contattarti — potrebbe passare tempo e la comunicazione potrebbe non arrivare subito.
Devo pagare qualcosa per richiedere il rimborso?
No. La richiesta individuale via PEC è praticamente gratuita (costo della PEC, se non la hai già). La raccomandata costa pochi euro. L'adesione al modulo di Movimento Consumatori è gratuita. Non hai bisogno di un avvocato per questa fase — il modulo e il testo della lettera sono pubblicamente disponibili.
Netflix può rifiutare di pagarmi?
Sì, per ora. La sentenza è esecutiva ma Netflix ha già annunciato ricorso. Se rifiuta la tua richiesta individuale, hai due strade: aderire alla class action di Movimento Consumatori, oppure — per cifre più alte — procedere con un'azione legale individuale. Per importi sotto i 5.000 euro si può procedere con il giudice di pace in modo relativamente semplice e poco costoso.
Cosa succede al mio abbonamento attuale?
La sentenza impone anche che il prezzo attuale dell'abbonamento venga ridotto dell'importo degli aumenti illegittimi. In pratica, il tuo abbonamento dovrebbe tornare al prezzo originario precedente agli aumenti. Se Netflix non lo fa, è uno dei punti che la class action cercherà di far rispettare.
Il rimborso vale anche se pagavo con l'account di un familiare?
Il diritto al rimborso è del titolare del contratto — cioè di chi aveva l'account intestato e pagava l'abbonamento. Se eri un utente secondario di un account altrui ma non il titolare, il rimborso spetta a chi pagava. Se il titolare sei tu, hai diritto al rimborso indipendentemente da quante persone usavano l'account.
Autore: Rocco Caiazza – Fondatore di ScelgoIo